Guide · Fotografia immobiliare

Come fare le foto degli immobili

Attrezzatura essenziale, impostazioni della macchina, composizione e numero di scatti per stanza. La parte pratica del mestiere, scritta da chi le foto immobiliari le fa a Milano ogni settimana.

In questa guida

  1. L'attrezzatura che serve davvero
  2. Come impostare la fotocamera
  3. Preparare l'immobile prima di scattare
  4. Altezza, linee dritte, composizione
  5. Quanti scatti per ogni stanza
  6. Le foto degli esterni
  7. Errori che vedo più spesso
  8. Quando conviene smettere di farle da soli

Le foto sono la prima cosa che il compratore vede del tuo immobile. Spesso sono anche l'unica cosa che vede prima di decidere se cliccare o scrollare via. Se sei un agente, un proprietario o un host che gestisce affitti, è la decisione di marketing più importante che puoi prendere su un annuncio — e dipende quasi solo dalla qualità delle immagini.

Questa guida mette giù il metodo che uso ogni settimana sul campo a Milano, dagli attici di Brera ai loft di Porta Nuova. Niente trucchetti: solo cosa fa la differenza tra una foto piatta e una che fa fermare il pollice sullo schermo.

1. L'attrezzatura che serve davvero

La buona notizia: non servono investimenti enormi per partire. Quella meno buona: non puoi cavartela con lo smartphone, almeno non se vuoi un risultato che regga il confronto con la concorrenza professionale. Ecco la lista essenziale.

Fotocamera

L'ideale è una mirrorless full-frame (la serie Sony A7 è il riferimento per la fotografia immobiliare, ma vanno bene anche Canon EOS R o Nikon Z). Se hai un budget più ristretto, una mirrorless con sensore APS-C (Sony a6000 e successive) fa benissimo il lavoro. La cosa davvero importante — più del sensore — è avere un display articolato, quello che si inclina e si ruota: passi metà giornata a inquadrare con la macchina ad altezza ginocchio o sopra la testa, e senza display articolato finisci con la schiena distrutta dopo il primo bagno.

Obiettivo grandangolare

Questa è l'attrezzatura che fa la differenza più di tutte. Per le full-frame, il range giusto è 16-35mm. Per le APS-C, un 10-18mm (che equivale grosso modo a un 15-27mm full-frame). Evita le focali troppo spinte tipo 12mm o 10mm assoluti: deformano le pareti, fanno sembrare i divani enormi e il letto piccolo, e i compratori esperti riconoscono l'effetto "annuncio finto". Per il 90% degli ambienti, scatti tra 16 e 20mm su full-frame.

Treppiede

Imprescindibile. Se hai €300 da spendere in attrezzatura, mettili qui prima ancora che sull'obiettivo. Cerca un modello con colonna centrale lunga (lo Slik 700DX è il riferimento storico): ti permette di alzare e abbassare la fotocamera di 30-40cm senza muovere le gambe, e questa è una cosa che ti salva ore di lavoro. Le gambe larghe e robuste evitano vibrazioni: stiamo facendo esposizioni lunghe e ogni micro-mosso è un dettaglio perso.

Testa del treppiede

Una base livellante o una testa a cremagliera (geared head) permettono regolazioni millimetriche — e sono indispensabili per tenere le linee verticali perfettamente dritte, che è il segreto numero uno della fotografia immobiliare professionale. Le teste a sfera classiche vanno bene ma è più difficile fare le correzioni fini.

Telecomando o autoscatto

Premere il pulsante della fotocamera con il dito genera un micro-mosso che, con esposizioni più lunghe di 1/60, si vede. Un telecomando da pochi euro risolve. In alternativa usa l'autoscatto con ritardo di 2 secondi.

Filtro polarizzatore circolare

Utile soprattutto per eliminare i riflessi dai pavimenti in parquet lucido e dalle vetrate. Costa poco e in certi appartamenti milanesi (penso ai loft con tanti specchi e vetrate sui Navigli) cambia il risultato in modo netto.

2. Come impostare la fotocamera

Queste sono le impostazioni base che funzionano in 9 ambienti su 10. Cambiarle ha senso solo se hai una situazione di luce molto particolare.

3. Preparare l'immobile prima di scattare

La regola d'oro: non si scatta finché la casa non è pronta. Vale anche di più del livello dell'attrezzatura. Una stanza con il telefono sul tavolo, il bicchiere sporco sul lavello e l'asciugamano stropicciato sul radiatore ti rovina lo scatto in modo che la post-produzione non riesce a recuperare.

Cose da fare in ogni ambiente, prima dello scatto:

4. Altezza, linee dritte, composizione

Altezza della fotocamera

Per la maggior parte degli ambienti (soggiorno, camere, ingresso) il treppiede va all'altezza della vita, circa 110-120 cm da terra. È l'altezza che bilancia la quantità di soffitto e pavimento nell'inquadratura, e dà alla stanza una proporzione armoniosa.

In cucina e bagno sali all'altezza del petto (140-150 cm). Serve per vedere bene i piani di lavoro, l'isola, il lavello, il bordo del lavabo — e per evitare che la foto mostri la parte inferiore dei pensili invece dei piani.

Per gli esterni, il treppiede va al massimo della sua estensione: altezza occhi o oltre. Una casa fotografata troppo dal basso sembra incombere sul passante e perde grazia.

Linee verticali perfettamente dritte

Questa è la regola. Gli angoli delle pareti, le cornici delle porte, gli stipiti delle finestre devono essere perfettamente verticali nella foto. Se sono inclinate — anche di un grado — lo scatto sembra subito amatoriale, indipendentemente da tutto il resto. È il segnale più forte che il cervello del compratore usa per giudicare se le foto sono pro o no, spesso senza nemmeno rendersene conto.

Per tenerle dritte: usa la livella elettronica della fotocamera (la trovi nei menu, attivala sempre), allineala alle linee verticali nell'angolo del mirino, e se serve correggi millimetricamente con la testa a cremagliera del treppiede.

Da dove scattare

Scatta dagli angoli delle stanze, o dalla soglia delle porte. Mostra sempre almeno due pareti nell'inquadratura: la profondità che ne deriva fa sembrare lo spazio più grande e più reale. Una stanza fotografata di fronte a una sola parete sembra piatta, finta, "da catalogo Ikea".

5. Quanti scatti per ogni stanza

È la domanda più frequente. La regola empirica:

6. Le foto degli esterni

Spesso trascurate, e sono quelle che decidono il click. Sono la prima miniatura che il compratore vede sui portali.

7. Gli errori che vedo più spesso

Negli ultimi anni ho visto centinaia di annunci a Milano fatti da agenzie con foto inutili o controproducenti. Gli errori che si ripetono sono sempre gli stessi:

8. Quando conviene smettere di farle da soli

La verità è che con la lista sopra, un weekend di pratica e un po' di pazienza, un proprietario o un agente attento riesce a fare foto sufficienti per un annuncio standard. La differenza la fanno tre fattori:

Se sei agenzia, developer o proprietario di un immobile di valore, l'investimento in fotografia professionale è quasi sempre il modo più efficiente di muovere il prezzo finale in alto e il tempo sul mercato in basso.

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